Costretto a casa da una convalescenza noiosa ho scritto questa canzone:
Dentro il cassetto un revolver chissà per quale ragione
Ché non pendevano conti in sospeso nessuna questione
Riempì il tamburo sei colpi richiuse la canna
Contro il cuscino sul muro sparò e lo sorprese la fiamma
Dall’altra parte del muro una vestaglia da donna copriva il corpo di un uomo che masticava una gomma
Per ricordare l’amante perduto annusava il tessuto
Sputò la gomma e gridò non fu per chiedere aiuto
Se una sirena buca l’anima è una questione di periferia
Se c’è un’immagine che sanguina è colpa mia
Se prendi un veleno che dolcifica è solo un rimedio alla malinconia
Se vuoi sapere che significa è colpa mia
Come in un brutto programma quel corpo restava scomposto
E la vestaglia coi fiori scopriva un sesso diverso
La bocca ancora gridava ma non faceva rumore
Un foro netto scolpito guardava al’altezza del cuore
Dall’altra parte del muro quell’uomo aspettava
L’occhio attaccato a quel buco che ancora fumava
Aveva fatto un errore: aveva ucciso se stesso
Perchè si fa e non si guarda come la merda nel cesso
Se una sirena buca l’anima è una questione di periferia
Se c’è un’immagine che sanguina è colpa mia
Se prendi un veleno che dolcifica è solo un rimedio alla malinconia
Se vuoi sapere che significa è colpa mia